Dopo avere parlato del Codice del consumo, diritti, definizioni e ambito di applicabilità, e dei diritti e delle garanzie, in questo articolo affronteremo la problematica dei termini entro i quali potere esercitare la garanzia, nonché della Garanzia Convenzionale.

I rimedi previsti dall’articolo 130 del Codice del Consumo, che abbiamo analizzato nell’ultimo contributo, sono sempre esperibili dal consumatore, oppure la legge prevede dei limiti di tempo entro i quali poterli azionare?

In realtà il consumatore/utente che voglia attivare la garanzia in quanto il bene acquistato presenta dei difetti, deve fare molta attenzione al decorrere del tempo, perché il Codice del Consumo prevede dei termini spirati i quali il venditore non è più responsabile per la messa in vendita di un prodotto difettoso.

Infatti l’Articolo 132 stabilisce che “Il venditore è responsabile, a norma dell’articolo 130, quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene”.

Quindi la responsabilità del venditore per i difetti del prodotto deve manifestarsi entro il termine di due anni dalla consegna del bene.

Ma il termine più insidioso per il consumatore è senza dubbio quello decadenziale di due mesi.

Infatti, il consumatore non può più denunziare, ovvero decade dai diritti previsti dall’articolo 130, comma 2, “se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto” (articolo 132, comma 2).

Quindi, cosa accadrebbe se Caio, una volta tornato a casa dal negozio e scoperto che il televisore da lui acquistato non fosse funzionante, lasciasse scorrere il tempo e così decorressero nell’inerzia, per esempio, tre mesi dal momento della scoperta del difetto senza avere fatto denuncia al venditore? Purtroppo per lui, Caio decadrebbe per sempre dalla possibilità di attivare la garanzia!

La norma specifica altre sì che la denuncia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del difetto o, al contrario, lo abbia occultato, ovvero era a conoscenza del difetto, ma nonostante ciò lo abbia in mala fede taciuto al consumatore.

E’ importante sottolineare che difetti di conformità che si manifestano entro sei mesi dalla consegna del bene si presume esistessero già a tale data, con la conseguenza che, in questo caso (salvo che ciò sia incompatibile con la natura del bene o con la natura del difetto), non grava sul consumatore l’onere di provare l’esistenza del vizio al momento dell’acquisto, cosa invece necessaria (per esempio tramite una perizia), se il difetto si manifesta successivamente (articolo 132, comma 3).

Riassumendo, il difetto di conformità si deve manifestare entro due anni dal momento dell’avvenuta consegna, deve essere denunciato, a pena di decadenza, entro due mesi dalla scoperta e deve essere rispettato il termine prescrizionale di ventisei mesi dalla consegna (articolo 132, comma 4).

Il consumatore deve pertanto tenere conto dei suddetti termini se non vuole perdere i diritti che la legge gli riconosce in caso di acquisto di prodotti difettosi.

GARANZIA CONVENZIONALE

Finora abbiamo parlato della garanzia prevista dalla legge, ma il Codice del Consumo prevede, all’articolo 133, la c.d. Garanzia convenzionale, ovvero una garanzia senza ulteriori costi per il consumatore, che il venditore “aggiunge” facoltativamente a quella legale, tuttavia assumendosi, una volta pubblicizzata, nuovi obblighi, che sono per lui vincolanti, nei confronti del consumatore medesimo (per esempio, il venditore aggiunge un ulteriore anno di garanzia che va a sommarsi ai due anni previsti per legge; oppure prevede la riparazione a domicilio del bene).

La garanzia convenzionale deve indicare “in modo chiaro e comprensibile l’oggetto della garanzia e gli elementi essenziali necessari per farla valere, compresi la durata e l’estensione territoriale della garanzia, nonché il nome o la ditta e il domicilio o la sede di chi la offre” e deve “essere redatta in lingua italiana, con caratteri non meno evidenti di quelli di eventuali altre lingue”.

Inoltre essa deve specificare che il consumatore è titolare dei diritti previsti dal Codice del Consumo e che essa lascia impregiudicati tali diritti.

Quindi, all’atto dell’acquisto di un bene, il consumatore non deve trascurare di accertarsi dell’esistenza di questa garanzia aggiuntiva e deve verificare che siano rispettate da parte venditore le suddette indicazioni.

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